Ortodonzia Intercettiva

E’ quindi superata la concezione della preminenza di quella o questa filosofia ortodontica: non sono i pazienti che si devono adattare ad una tecnica particolare (che purtroppo é spesso l’unica conosciuta da quel dentista) ma sono gli apparecchi e le molte tecniche che di volta in volta, a seconda della diagnosi ed in sequenze prestabilite dalle priorità terapeuche, utilizziamo da sole o in combinazione tra loro. Ogni apparecchio, come ogni farmaco, ha vantaggi e svantaggi, che vanno conosciuti molto bene e che lo rendono adatto per “quel paziente” in “quel momento” della “sua” sequenza terapeutrica. L’ortodonzia intercettiva, che si occupa di “intercettare” le malocclusioni in dentatura mista, sta quindi assumendo sempre più importanza anche in funzione preventiva: alcune malocclusioni, già ben diagnosticate all’età di 8-9 anni dentali come morsi crociati laterali e/o anteriori anche associati a crescita ridotta dell’ osso mascellare, morso profondo anteriore, sviluppo insufficiente dell’osso mandibolare associato a protrusione superiore mascellare, se non intercettati diventano di difficile soluzione una volta terminata la permuta. Lo scopo della terapia intercettiva é duplice: la correzione del difetto principale, soprattutto schelettrico, in età di sviluppo riequilibra la crescita e nello stesso tempo abbrevia e semplifca l’eventuale trattamento multibanda in dentatura permanente. Gli apparecchi più usati nella moderna ortodonzia intercettiva sono: -i quad-helix nelle varie versioni, fissi, che si usano per correggere i difetti trasversali dento-sche­letrici del mascellare; -le trazioni extraorali, per bloccare l’eccessiva protusione mascellare e distalizzare i primi molari superiori associati a volte con lip­bumper nell’arcata inferiore; gli archi di utilità, applicati ad altrettanti fissi sui molari ed incisivi permanenti che hanno lo scopo principale di intrudere i denti frontali superiori e di ruotare i molari, sboccando in questo modo la crescita mandibolare: l’espansione rapida del palato, che aprendo la sutura centrale del palato permette correzioni molto grandi ed associata alla maschera di Delaire, é insostituibile nel trattamento ortopedico delle gravi contrazioni del mascellare; gli apparecchi funzionali (FRANKEL e BIONATOR soprattutto) che usati da soli o in combinazione con apparecchi fissi influenzano in modo positivo la crescita mascellare e mandibolare. Va da sé che senza un’accurata diagnosi dento-scheletrica e telera­diografica, integrata da previsioni di crescita, questi mezzi pur efficacissimi possono addirittura essere dannosi; è chiara l’assoluta importanza di un inquadramento clinico il più preciso possibile, nel rispetto della maturazione psicologica delle priorità terapeutiche, dell’anatomia, in una parola delle variazioni individuali così importanti per ogni singolo paziente. Gli ortodontisti si conquisteranno quindi autorevolezza e rispetto quando riuscirasnno a liberarsi progressivamente di pregiudizi, schemi preconfezionati ed interessi commerciali e considereranno il loro lavoro come qualunque altro medico: una scienza empirica in divenire, basata su principi discutibili in ogni momento se la realtà provata è diversa.


Protesi Fissa Tradizionale ed estetica

La protesi fissa tradizionale è quella disciplina che mira a ristabilire una corretta funzione ed una soddisfacente estetica, quando molti elementi dentari anteriori e/o posteriori sono andati perduti in seguito a carie, malattia parodontale o traumi.

La protesi fissa tradizionale può essere applicata con 2 approcci:

  • Approccio conformativo: quando si esegue la protesi su una sola parte della bocca, lasciando tutto il resto invariato (approccio corretto se quasi tutta la bocca è in buone condizioni).
  • Approccio riabilitativo: quando si esegue la protesi su tutta la bocca (o su gran parte di essa) per ristabilire, in maniera ottimale estetica e funzione (approccio corretto quando la bocca non ha più funzione ed estetica corrette).
Nei casi trattati con approccio riabilitativo è necessario una valutazione multidisciplinare che, permettendo di analizzare il sistema dento-facciale nel suo complesso (denti, gengiva, osso, labbra, viso) consente di ottimizzare il risultato estetico finale.

Ortodonzia Preprotesica

Ortodonzia Preprotesica

Il trattamento ortodontico complementare ha lo scopo di migliorare una specifica caratteristica occlusale nell’ambito di un piano di trattamento che comporta principalmente interventi protesici e parodontali.

Per tali scopi utilizziamo apparecchi ortodontici relativamente semplici solo in parti limitate dell’arcata e ci avvaliamo spesso di specifici ausili di nuova concezione, come LE MINIVITI ORTODONTICHE che sono dispositivi di ancoraggio temporanei che semplificano e velocizzano lo spostamento dei denti.

Casi clinici

L’indicazione principale al trattamento preprotesico nei pazienti adulti è costituita dallo spostamento di solo alcuni denti che rappresentano potenziali pilastri protesici per la costruzione di un ponte (uprighting).


Ortodonzia Prechirurgica

Nelle malocclusioni scheletriche, cioè con asimmetrie e malformazioni ossee, l’ortodonzia tradizionale non è sufficiente da sola ad ottenere risultati soddisfacenti e duraturi. Al fine di dare al paziente una corretta funzione masticatoria ed un consistente miglioramento dell’aspetto estetico è necessario il ricorso ad un intervento combinato di ortodonzia e chirurgia maxillo-facciale.

Scopo del trattamento ortodontico pre-chirurgico è quello di allineare i denti e preparare le arcate dentali in maniera tale da consentire al chirurgo maxillo-facciale di spostare correttamente le basi scheletriche e coordinarle tra loro, realizzando così una completa riabilitazione della funzione masticatoria e migliorando l’estetica del volto del paziente.

La fase ortodontica preparatoria all’intervento dura generalmente circa 1 anno, quindi il paziente viene inviato al chirurgo per l’intervento. Dopo la chirurgia si avrà una fase di ortodonzia post-operatoria, cosiddetta “di rifinitura”, della durata di circa 6 mesi.


Trattamento di Denti Inclusi

Spesso i denti inclusi sono motivo di disagio.

I sintomi principali causati da un dente incluso sono gengiviti e dolore. Altri segnali, meno comuni, che possono verificarsi in alcuni pazienti sono il sanguinamento delle gengive, l’alito cattivo, dolori nevralgici facciali, mal di testa, occasionalmente gonfiore dei linfonodi del collo e difficoltà ad aprire la bocca.

L’igiene dentale quando i denti sono inclusi o parzialmente inclusi, diventa piuttosto difficoltosa. La conseguenza è la comparsa delle carie, d’infiammazioni croniche della gengiva e degli ascessi.

Un altro problema molto frequente è la formazione di cisti che si espandono nell’osso, distruggendolo.

Anche se alcune persone non avvertono nessun sintomo legato all’inclusione di un dente, possono trovarsi a disagio per un fattore estetico, come i denti storti, l’affollamento dentale o il visibile spazio vuoto dove il dente non è emerso.

Terapia Dente del Giudizio Incluso

Non tutti i denti inclusi devono essere trattati, la terapia diventa invece indispensabile se il dente causa sintomi.

Nel caso in cui l’inclusione riguarda i denti del giudizio nella maggior parte dei casi si procede all’estrazione, in quanto si trovano in una sede non facile da pulire e spesso non interessata dalla masticazione.

L’estrazione del dente del giudizio in un giovane paziente è più facile in quanto le radici non sono ancora completamente formate e l’osso circostante è più morbido.

Quindi in caso di molare incluso è consigliabile non aspettare e prenotare una visita dal dentista che in base al caso specifico suggerirà la terapia giusta da affrontare.

Come avviene l’estrazione del dente del giudizio incluso?

Un’estrazione dentaria, seppur semplice, rappresenta un intervento chirurgico vero e proprio.

Prima di tutto sarà fatta una visita, con un esame approfondito del cavo orale. La radiografia permetterà di osservare gli ottavi e le loro radici.

Dopo aver eseguito un’anestesia locale, si procederà con l’estrazione. Solitamente nei giorni successivi all’intervento è possibile avvertire dolore di lieve entità e gonfiore, tuttavia il nostro studio dentistico pratica l’estrazione atraumatica del dente del giudizio.

 

Trattamento Ortodontico Canino Incluso

La terapia è diversa nei casi in cui ad essere inclusi sono i canini, in quanto questi ultimi sono dei denti importanti da recuperare, sia da un punto di vista estetico che funzionale.

La radice del canino è molto lunga e robusta e questo crea la così detta bozza canina, la cui assenza può creare un appiattimento sia del sorriso che delle labbra.

Inoltre la presenza di canini correttamente allineati in arcata, guida la mandibola nei movimenti di lateralità (guida canina) ed è fondamentale per la salute dell’articolazione temporo-mandibolare.

In caso di denti inclusi (sia dei canini che di altri elementi dentari, come ad esempio gli incisivi o i premolari) può essere necessario applicare un apparecchio ortodontico che prima crei lo spazio necessario a recuperare il dente (non dimentichiamo che la carenza di spazio è il motivo dell’inclusione ossea del dente) e poi lo conduce in arcata al suo posto.

Anche i pazienti adulti possono sottoporsi ad una terapia ortodontica per recuperare un dente incluso, anche invisibile linguale senza attacchi.


Applicazione di Allineatori invisibili

Un bel sorriso con l’apparecchio invisibile: Raddrizzare i denti storti è fondamentale per l’aspetto non meno che per il benessere e la funzionalità della dentatura. Il problema è l’apparecchio: quello fisso, inamovibile, compromette indubbiamente l’estetica del sorriso per tutta la durata della terapia, il che può creare, soprattutto negli adulti, non pochi problemi e imbarazzi nella vita sociale.

Oggi, grazie alla “ortodonzia invisibile”, durante la terapia si potrà sorridere tranquillamente, senza l’effetto “Ugly Betty”.

E’ un innovativo metodo per correggere piccoli difetti di malposizione dentale. Consiste nell’utilizzo quotidiano di allineatori (mascherine) trasparenti, praticamente invisibili, che vengono sostituite periodicamente in base al progressivo spostamento e assestamento dei denti, in media ogni 2-3 settimane.

Vantaggi e svantaggi

Tra i vantaggi sicuramente c’è quello estetico, per cui è difficilissimo che qualcuno si accorga della presenza di un apparecchio ortodontico, anche se si sta ridendo apertamente durante la normale conversazione. Altro vantaggio pratico, l’igiene e la masticazione: durante i pasti è possibile togliere l’apparecchio trasparente, così pure durante la successiva pulizia dei denti per eliminare ogni residuo di cibo. Ma attenzione, eccettuati questi brevi momenti la mascherina ortodontica trasparente deve rimanere sempre al suo posto, notte e giorno, per agire costantemente sulle posizioni dei denti raddrizzandoli e allineandoli.

Lo svantaggio è che non tutti i casi possono essere risolti con questa metodica. Le situazioni più complesse devono essere trattate con l’ortodonzia tradizionale, vale a dire con applicazione di piastrine metalliche o di porcellana sulla superficie esterna dei denti, oppure, nel caso dell’ortodonzia linguale, sulla superficie interna.